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Giravolta Meloni: dal no alla privatizzazione alla svendita di Poste Italiane

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni quando negli anni passati era all'opposizione si schierava duramente contro ogni possibile privatizzazione di #PosteItaliane, proprio in virtù del fatto che “Poste italiane produce utili, assicura la presenza dello Stato nei piccoli comuni e nelle periferie, raccoglie i risparmi degli italiani e finanza cassa depositi e prestiti" come si leggeva nei volantini di Fratelli d'Italia.


Oggi purtroppo assistiamo all'ennesima giravolta senza nessuna spiegazione del perché.


Inoltre, finora i sindacati che rappresentano circa 120 mila lavoratori non hanno potuto né partecipare né conoscere le linee guida del piano industriale di Poste italiane, rinviato a marzo 2024.


La risposta odierna all’interrogazione presentata insieme a Anthony Emanuele Barbagallo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio e Roberto Morassut al Ministro Urso purtroppo conferma tutte le nostre preoccupazioni ammettendo l'ulteriore cessione senza chiarire cosa intende fare il Governo per garantire e preservare il valore economico e sociale di Poste Italiane e coinvolgere direttamente sindacati lavoratrici e lavoratori nelle scelte.

Non permetteremo alla Presidente Meloni di realizzare la svendita del valore economico e sociale di 162 anni di Storia Italiana contro cui dall'opposizione si batteva.




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