
Tassa sui pacchi rinviata: una nostra vittoria, ora il Governo risponda del danno causato
- 28 mar
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Il Governo è stato costretto a fare marcia indietro e rinviare al 1° luglio 2026 l’entrata in vigore della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra UE introdotta nella legge di Bilancio. Una retromarcia che rappresenta una vittoria del Partito Democratico, che da subito — già a dicembre, quando la tassa Meloni è stata inserita in manovra — ne ha denunciato l’assurdità e gli effetti dannosi per imprese, logistica e consumatori. Un risultato che arriva grazie alla pressione costante che abbiamo esercitato in Parlamento, ma che non basta. Adesso il Governo risponda finalmente alla nostra interrogazione e chiarisca quanto è costato al Paese questo clamoroso errore: quanti danni ha prodotto l’incertezza generata, quante risorse pubbliche e private si sarebbero potute risparmiare se avessero ascoltato subito le nostre richieste e le preoccupazioni delle filiere coinvolte. Ora serve un cambio di passo: l’Esecutivo abbandoni definitivamente questa scelta miope e apra un confronto serio con imprese e opposizioni per costruire politiche industriali e fiscali che sostengano davvero la crescita, invece di ostacolarla con misure punitive e improvvisate. Il Paese ha bisogno di stabilità, investimenti e visione strategica, non di norme affrettate che creano problemi e poi vengono smentite dagli stessi che le hanno volute.
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