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Presentazione del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva in materia di semplificazione e digitalizzazione delle procedure amministrative nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione

  • Immagine del redattore: Andrea Casu
    Andrea Casu
  • 7 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Oggi alla Sala della Regina abbiamo presentato il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva in materia di #semplificazione e #digitalizzazione delle procedure amministrative nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, realizzato grazie al confronto tra maggioranza e opposizione di Camera e Senato, alle audizioni della Commissione parlamentare per la semplificazione e alla preziosa missione in Estonia.


Come ho ricordato nel mio intervento, molte indicazioni erano già presenti nel rapporto di Massimo Severo Giannini del 1979, 46 anni fa. Inoltre, l’articolo 15 del Codice per l’Amministrazione Digitale prevede da oltre vent’anni la razionalizzazione e la semplificazione prima del processo di digitalizzazione.


Il problema, quindi, non è solo normativo perché riscrivere ciò che già è legge non basta a realizzarlo. Serve riuscire ad applicare le norme, affrontare i nodi politici, sociali e culturali che in Italia ancora resistono all’innovazione e all’interoperabilità, e superare la percezione che hanno le persone di perdere parte del proprio ruolo, del potere e della possibilità di incidere sui processi.


Per farlo, dobbiamo comprendere come pensano le persone, utilizzare le esperienze dei paesi che hanno saputo investire su psicologia cognitiva ed economia comportamentale, applicando nel settore pubblico lo stesso approccio utilizzato nel privato. Non solo creare norme, ma anche capire come vengono vissute e quali comportamenti favorire, attraverso strumenti come le spinte gentili della teoria dei nudge elaborata da Sunstein e Thaler.


L’Estonia, che oggi vediamo come modello, è nata nel 1991, è partita dopo e con meno strumenti di noi, ma ha accelerato animata da una grande fame di libertà, uguaglianza e opportunità. Per noi oggi, la motivazione può essere quella di non perdere ciò che abbiamo conquistato: perché la cittadinanza sarà ogni giorno di più digitale e se il settore pubblico non si attrezza per offrire servizi efficienti e sostenibili, rischierà sempre più di essere percepito non solo come nemico, ma addirittura come un ostacolo spingendo sempre più persone a cercare altrove le risposte alle domande che collettivamente non ci stiamo organizzando per offrire.


Per rivedere il mio intervento ➡️ https://youtu.be/Uh9YqxejuYM?si=wiafXV-UCd0i5SRY





 
 
 

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