Lo smartworking cambia Roma e l'Italia - Parte seconda

Continuiamo ad approfondire l’impatto dello Smart working sulla nostra città. Abbiamo dedicato a questo argomento più di una riflessione nei mesi alle nostre spalle. La ragione e’ semplice. Siamo di fronte ad un cambiamento accellerato dal Covid, ma non transitorio, che secondo Unindustria di Roma riguarderà il 40 percento delle persone occupate nella Capitale anche dopo la pandemia. Lavorare da remoto cambia il rapporto delle persone con il lavoro, cambia i processi organizzativi delle imprese, cambia la fisionomia delle citta’.

Per questo ne abbiamo parlato prima in termini più generale nel ciclo di seminari sull’innovazione organizzato con tante voci da aprile a luglio 2020. Poi il seminario del 21 dicembre si è concentrato sul rapporto tra lo Smart working, il cambiamento del lavoro e dell’impresa. L’abbiamo fatto con le imprese pubbliche e private, con Unindustria, le organizzazioni sindacali, governo e parlamento, Regione Lazio. Oggi è il secondo tempo di quel ragionamento. Il focus sarà sull’impatto dello Smart Working sulla vita della città. Sulla sua organizzazione e sui suoi spazi. Lo faremo con il

Prof. De Masi e il Prof. Ombuen, con il Presidente della Camera di Commercio, con le nostre Presidenti del I e del II Municipio, con amministratori impegnati a lavorare su questa tematica in VIII e III e il capogruppo del Campidoglio. Con rappresentanti politici e istituzionali regionali e nazionali del PD al fianco di amministratrici di altre citta’, da Milano a Settimo Torinese, alla Calabria, con la Presidente di Rete Ferroviaria Italiana.

Anche in questa occasione faremo l’instant book della discussione per mettere a disposizione dei nostri circoli e della città una riflessione che non potrà che continuare.

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