
Treni: 16 anni e 9 mesi di ritardo ferroviari nei primi 7 mesi dell’anno, numeri MIT confermano fallimento Meloni e Salvini
Finalmente il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha risposto in Commissione alla nostra interrogazione riconoscendo il numero complessivo dei ritardi certificati di quest’anno: nei primi 7 mesi del 2026 sulla rete ferroviaria sono stati accumulati 16 anni e 9 mesi di ritardi complessivi pari a ben 8,8 milioni di minuti.
Non ha risposto invece all’altra domanda che gli avevamo rivolto su quanto sono costati questi ritardi, in termini di indennizzi e rimborsi che sono stati riconosciuti ai viaggiatori. È stato anche anche finalmente offerto un dato rilevante per quanto riguarda l’alta velocità, nello stesso periodo dal 1 gennaio al 31 luglio solo il 23% dei ritardi è derivato da fattori esterni: condizioni meteorologiche, eventi eccezionali, presenza indebita di persone lungo la linea, attraversamenti abusivi, furti e sabotaggi. Questo significa che la stragrande maggioranza dipendono dall’infrastruttura ferroviaria, dal materiale rotabile, da scelte di diretta responsabilità di chi gestisce il servizio ferroviario.
Proprio per questa ragione è indispensabile che Meloni e Salvini smettano di fingere di non vedere la crisi dei trasporti e il fallimento dell’azione del loro Governo: adesso che anche il Ministero ha certificato la gravità delle difficoltà che vivono gli italiani con pendolari, studenti, lavoratori costretti sistematicamente a viaggiare con ore di ritardo. Noi continueremo senza sosta a batterci in parlamento per chiedere conto di tutti questi ritardi e delle scelte necessarie per garantire il diritto alla mobilità su tutto il territorio nazionale.

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