
RIME e il Codice della strada: quale mobilità per l’Italia?
Grazie a RIME, Rete Italiana Mobilità Equa, la nuova rete che unisce oltre 40 associazioni e realtà diverse impegnate per costruire una mobilità equa, sicura e sostenibile, e che oggi abbiamo accolto alla Camera dei deputati.
Una mobilitazione che nasce dal basso per mettere a sistema le energie che si battono sul territorio per colmare il vuoto nel dibattito pubblico sulla crisi del trasporto pubblico, della povertà dei trasporti e della sicurezza stradale.
Grazie, in particolare, ai familiari delle vittime presenti. Al loro fianco, non solo il 15 novembre, scendendo in piazza nella Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada, ma ogni giorno dobbiamo chiederci cosa possiamo fare per fermare la scia di sangue che anche nel 2025 ha sterminato almeno 2.868 persone.
Dobbiamo chiederci anche quanto ci sta costando ogni anno non investire come dovremmo nella mobilità sostenibile e nella sicurezza stradale. Secondo le stime SIMA, il traffico genera fino a 34 miliardi di euro annui di costi sociali, mentre Istat e Aci stimano in circa 23 miliardi quelli degli scontri stradali: due stime distinte che danno la misura del costo che stiamo pagando, il cui valore complessivo supera il doppio dell’attuale manovra.
È fondamentale ascoltare e sostenere i sindaci che chiedono più strumenti per proteggere le persone e dare seguito anche in Parlamento alle iniziative che stanno creando sul territorio, anche con gli ordini del giorno votati nelle amministrazioni comunali, per chiederci di modificare il Codice della strada e prevedere più risorse per il diritto alla mobilità sicura, accessibile e sostenibile.
Come Partito democratico abbiamo le nostre proposte di legge e la segretaria Elly Schlein è da sempre in prima linea su questi temi al fianco delle altre forze dell’alleanza progressista.
Adesso auspichiamo che anche grazie a questa iniziativa si possa costruire la convergenza più ampia possibile in Parlamento sulle modifiche necessarie per il Codice della strada e nella prossima manovra. Su questi temi non dovremmo dividerci, ma essere tutti uniti dalla parte di chi difende insieme sicurezza stradale e mobilità sostenibile.

Commenti