Pubblica amministrazione fare meglio con meno. Appuntamento a Savona.

 

Iniziativa promossa nel calendario “Inverno Democratico” dall’Associazione FutureDem, Giovani Democratici delle Albisole, dai Circoli PD di Albissola Marina, Albisola Superiore e Celle-Stella.

Savona

Insieme ad Andrea Casu, autore di “Fare meglio con meno. Nudge per l’amministrazione digitale” (Franco Angeli, 2015) scopriamo come si possa migliorare la Pubblica Amministrazione attraverso la reciprocità delle buone pratiche tra amministrazione e cittadini e il digitale. Interverrano l’On. Anna Giacobbe che racconterà la recente riforma della P.A. del Ministro Madia, e gli amministratori locali Nicoletta Negro, Vicesindaco di Albissola Marina, Katia Piccardo, Sindaco di Rossiglione. Modera il dibattito Andrea Toso, segretario Pd di Albisola Superiore.

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“nudges”, spinte gentili per fare scelte più giuste

Che cosa sono i nudge, e perchè possono aiutarci a realizzare un’Italia più semplice e più giusta. Anche “Fare meglio con meno. Nudge per l’amministrazione digitale” nell’articolo di Francesca Santolini per l’Unità (qui in versione pdf http://bit.ly/1RCLomo)

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Che cosa sono i nudge? la risposta di Claudio Velardi

Che cosa sono i nudge e perchè possono rappresentare anche in Italia l’ultima frontiera del policy making, nessuno avrebbe potuto spiegarlo meglio di Claudio Velardi. E’ per me un grande onore leggere in questo utilissimo contributo sul tema, pubblicato sulla rivista online di analisi, commenti e scenari Formiche, anche un riferimento alla presentazione del libro “Fare meglio con meno. Nudge per l’amministrazione digitale” (Franco Angeli, 2015). Nella speranza che tanti altri appuntamenti possano essere dedicati a questi argomenti nei prossimi mesi, per contribuire a far crescere la consapevolezza sul tema in tutto il territorio nazionale, proprio a partire dai tanti studi e lavori che sta portando avanti in tutta Italia una nuova generazione di ricercatori, accademici, politici, giornalisti e studiosi impegnati a studiare e sperimentare il nudging anche nel nostro paese.

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Happiness is real only when shared, grazie a tutti

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“Happiness is real only when shared” è solo una parte della verità caro Chris. Non solo la felicità, anche le idee. Ed è per questo che a mio parere si sente il bisogno di scrivere, per cercare di restituire agli altri qualcosa del tanto che si è ricevuto ed imparato, per offrire un contributo che si ritiene utile. Ieri ho avuto l’onore di presentare Fare meglio con meno. Nudge per l’amministrazione digitale insieme ad alcuni protagonisti del dibattito pubblico del paese, in una sala piena di intelligenze e competenze fra loro molto diverse, ma tutte accomunate da un fattore comune. La curiosità verso le nuove idee, quella molla straordinaria che consente alle persone di vincere l’inerzia delle situazioni ed affrontare i veri cambiamenti. Cambiamenti oggi indispensabili se si vuole costruire davvero, e non solo sulla carta, un’Italia più semplice e più giusta. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, a Lorenza Bonaccorsi e Sergio Boccadutri e le tantissime persone che hanno fatto di tutto per esserci ed era come se fossero con noi. A Tommaso Nannicini, Barbara Carfagna e Paolo Coppola, Gian Paolo Manzella per i loro preziosi interventi e a tutte le altre persone che sono intervenute. E soprattutto grazie a Luciano Nobili, che per primo ha creduto con coraggio nell’opportunità e nell’importanza di organizzare questo incontro. A Roma, nella sede nazionale del PD. Hai ragione Luciano, si può fare. Anche in questo momento, soprattutto in questo momento. E ieri lo abbiamo dimostrato.

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“La spinta gentile per le riforme piace al governo”

«I nudge – ci spiega Casu – sono strumenti che affiancano le politiche classiche, cioè norme, prescrizioni, divieti. Agiscono in modo “semplice”, parola non a caso utilizzata da Sunstein come titolo di un suo recente lavoro (Feltrinelli, 2014). Il Behavioral Insights Team inglese ha dimostrato come, grazie all’invio di lettere personalizzate ai contribuenti, sia possibile migliorare la puntualità dei pagamenti ed il gettito stesso. In Giappone, la campagna “Cool Biz” ha consentito di limitare le emissioni di CO2 dei condizionatori semplicemente consigliando ai lavoratori di recarsi in ufficio senza cravatta e con un abbigliamento più casual. In Kenya si sono alzate le percentuali di assunzione dei farmaci di contrasto all’Aids grazie a semplici sms». Oggi “Fare meglio con meno. Nudge per l’amministrazione digitale” è sulla Gazzetta di Mantova, la Gazzetta di Reggio, il Tirreno e gli altri quotidiani locali del gruppo editoriale l’Espresso grazie a Cristina Cucciniello sempre attenta a seguire quel che si muove in Italia e nel mondo intorno alle spinte gentili dei Nudge‬.

Con grande emozione delle tante persone che in italia sono impegnate ogni giorno a promuovere in ambito sociale, accademico, politico ed istituzionale l’importanza fondamentale che le spinte gentili possono avere anche nel nostro paese  la notizia non è passata inosservata ai due padri della teoria dei nudge Cass R. Sunstein e Richard H. Thaler che hanno salutato con favore su twitter l’uscita di questo articolo:

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Fare meglio con meno nella prossima Roma

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Come la spinta gentile dei nudge per l’amministrazione digitale può permettere di fare meglio con meno nella prossima Roma?

E’ possibile riascoltare il mio intervento all’assemblea promossa Sabato 28 Novembre da Francesco Rutelli e dal comitato promotore de La prossima Roma grazie a Radio Radicale che ha seguito l’intera giornata di lavori che hanno visto la partecipazione di oltre 2200 persone presso il Centro congressi RomaEventi

Link: https://www.radioradicale.it/scheda/459955

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A Reggio Calabria per un’Italia digitale, più semplice e più giusta.

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Grazie di cuore a tutti gli organizzatori ed i partecipanti per il calore e l’attenzione con cui hanno accolto a Reggio Calabria “Fare meglio con meno. Nudge per l’amministrazione digitale.” E’ stato un vero piacere incontrare una nuova generazione di amministratori calabresi che guarda con curiosità a quello che si muove nel mondo ed è pronta a scommettere ogni giorno sulla trasparenza, la partecipazione e la collaborazione attiva dei cittadini per realizzare un’Italia sempre più semplice e più giusta.

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Quanto può contribuire la spinta gentile dei ‪nudge‬ ad una vera rivoluzione digitale in grado di rendere finalmente il nostro paese più semplice e più giusto?

Venerdì 27 novembre alle ore 15 presso la sede del Consiglio Comunale di Reggio Calabria di Palazzo San Giorgio ci sarà un’utile occasione di incontro e di confronto su questo tema nell’ambito della presentazione del libro “Fare meglio con meno” (Franco Angeli, 2015) promossa dal Partito Democratico, dai Giovani Democratici e dalla Federazione degli studenti della Calabria.

Saranno presenti:

Sebi Romeo Capogruppo del PD nel Consiglio Regionale della Calabria

Nicola Irto Presidente del Consiglio Regionale della Calabria

Federica Roccisano Assessore al “Lavoro, scuola, welfare e politiche giovanili” della Regione Calabria

Alex Tripodi Portavoce Federazione degli studenti Reggio Calabria

Mattia Zunino Responsabile “Formazione politica e diritti civili” Giovani Democratici

Nino Castorina Capogruppo del PD Consiglio Comunale di Reggio Calabria

Francesco Danisi Segretario GD di Reggio Calabria

Cristina Commisso Responsabile “Centro studi, cultura e formazione” GD Calabria

Vittorio Pecoraro Coordinatore regionale Futuredem per la Calabria

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A tu per tu con Running, per presentare “Fare meglio con meno”

Ringrazio la redazione del sito di Running per aver pubblicato oggi questa intervista:

A tu per tu con Andrea Casu… che ci parla di nudge per l’amministrazione digitale

“Fare meglio con meno. Nudge per l’amministrazione digitale” (Franco Angeli, 2015) è un appello a cogliere l’occasione della riforma della pubblica amministrazione per cominciare a sperimentare anche in Italia le spinte gentile dei nudge.

Che cosa sono i nudge?

Oggi i saperi della psicologia cognitiva e l’economia comportamentale, lo studio dei “pensieri lenti e pensieri veloci” per dirla con Kahneman, hanno messo a disposizione dei decisori pubblici nuovi strumenti, molto efficaci. Strumenti complementari alle politiche classiche, capaci di tenere nella giusta considerazione come le persone effettivamente interagiscono e si comportano. Intervenire sul piano degli obblighi, dei divieti e degli incentivi economici individuali non è sempre il modo migliore per favorire una effettiva collaborazione tra cittadini e istituzioni per la realizzazione di obiettivi condivisi. Spesso è proprio sul piano dei comportamenti delle persone chiamate a mettere in pratica i cambiamenti che falliscono i tentativi di riforma, anche in Italia. Come dimostrano le esperienze di altri paesi che hanno già messo in pratica le idee proposte da Thaler e Sunstein, sperimentare anche interventi meno invasivi, pungoli in grado di fare leva nel modo migliore sugli aspetti psicologici e sociali, può essere molto importante.

Alcuni esempi dell’esperienza internazionale?

Le esperienze più avanzate sono quelle americane e inglesi, ma ormai molti paesi stanno avviando sperimentazioni come testimonia l’ultimo rapporto della banca mondiali “Mind, Society and Behavior” che invita tutti i paesi del mondo a sposare questo approccio. In Inghilterra l’esperienza del Behavioural Insights Team ha dimostrato come sia possibile migliorare il rapporto tra fisco e cittadini anche semplicemente inviando lettere personalizzate (si è migliorata in questo modo del 15% la puntualità fiscale) o sms informativi dettagliati ai cittadini che hanno preso una multa giudiziaria, con un aumento dei pagamenti registrato tra il 5% ed il 33%. Oppure come intervenendo semplicemente sul modo in cui viene presentata online la possibilità di divenire donatori di organi sia possibile aumentare l’aspettativa di donatori di ben 96.000 persone annua. In Giappone, per contrastare l’eccessivo uso dei condizionatori hanno sperimentato la campagna Cool biz che suggeriva ai lavoratori di recarsi in ufficio senza giacca e cravatta ma con un look più alla moda, così si sono risparmiati milioni di tonnellate di emissioni di CO2. In Georgia, nuove divise e nuovi uffici per la polizia municipali, insieme ad una campagna di spot tv, ha contribuito a realizzare quella che l’Economist ha definito una mental revolution che ha aiutato il paese a contrastare più efficacemente i molto diffusi fenomeni di corruzione. In Kenya è bastato un semplice sms personalizzato per aumentare del 13% il numero di persone che assumono farmaci anti aids, in Messico nuove brochure informative più chiare e semplici da capire per i cittadini hanno aumentato di quasi il 30% il numero di persone che scelgono finanziamenti e mutui migliori per le proprie esigenze.

Quali sono i tratti distintivi dei nudge?

Bisogna seguire alcune regole se si vuole parlare effettivamente di nudge. Gli interventi devono sempre essere dolci, incentivare senza obbligare, salvaguardando la libertà di scelta individuale. Inoltre, l’eventuale incentivo economico non deve essere l’unico elemento ma deve agire in sinergia con altri fattori psicologici o sociali. Ogni azione deve essere preceduta da una fase di sperimentazione. Come funziona per i farmaci, che prima di essere messi sul mercato vengono studiati per capire che reali effetti hanno sulla popolazione. Perché non si può fare lo stesso con le politiche pubbliche? Infine, è molto importante un aspetto: non esistono nudge universali, ogni paese ha la sua cultura e le sue dinamiche sociali e politiche, per questo ogni intervento deve essere studiato e sperimentato nel contesto in cui sarà adottato prima di essere adottato su larga scala. Un ottimo nudge sperimentato negli Stati Uniti può rivelarsi fallimentare in Italia, e viceversa.

Perché i nudge possono aiutarci a realizzare la carta della cittadinanza digitale, primo punto della riforma Madia?

Perché in Italia l’amministrazione digitale esiste già, ma è rimasta solo sulla carta. Decenni di riforme hanno delineato un nuovo modello di amministrazione pubblica che però fatica grandemente a prendere vita, e l’esperienza di tutti questi anni ci insegna come agendo solo sul piano delle norme spesso non si raggiungono i risultati previsti. Oggi scegliere un approccio comportamentale può aiutarci a raggiungere davvero l’obiettivo di un pieno diritto alla cittadinanza digitale, cuore pulsante della riforma Madia. L’art. 15 del CAD obbliga la PA a razionalizzare e semplificare i procedimenti amministrativi, le attività gestionali, i documenti, la modulistica, le modalità di accesso e di presentazione delle istanze prima di digitalizzarle. E prevede anche che i risparmi effettuati dalla PA siano destinati ai lavoratori direttamente coinvolti nel processo di cambiamento. Quante volte questo processo è davvero avvenuto? Non potrebbero essere premiati anche i cittadini che decidono di partecipare al processo di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni scegliendo di comunicare con gli uffici pubblici solo in digitale? Un incentivo non solo economico potrebbe essere quello di prevedere per i “cittadini digitali” una ricompensa di natura culturale e sociale, ad esempio offrendo loro gratuitamente ingressi in teatri, cinema, musei o manifestazioni sportive.

Ci sono altri esempi di ambiti in cui i nudge possono aiutarci a realizzare un’amministrazione digitale?

Sì. Agire sulle impostazioni di default per realizzare davvero il principio del digital first. Contrastare sul piano culturale la corruzione intesa non solo come reato ma anche come norma sociale, incidere attraverso l’user experience per rendere effettivamente usabili i siti internet della PA, realizzare esperienze orientate al principio del citizen sourcing stimolando la sinergia con il cittadino collaboratore.  Ancora un esempio. Quando è stato assessore alla Qualità della vita, sport e benessere del Roma Capitale, Luca Pancalli si è battuto per adottare la cultura dei nudge al fine di promuovere scelte di vita più sane e attive tra i cittadini. Sperimentare un nuovo modello di PA significa garantire finalmente l’affermazione concreta (non solo la declinazione formale) dei principi del benessere organizzativo per i lavoratori e creare per i cittadini che vengono in contatto con la pubblica amministrazione dinamiche sociali virtuose in grado di favorire e stimolare i comportamenti più salutari, l’attività fisica quotidiana e le corrette abitudini alimentari.

Quale può essere il primo passo?

Obama il 15 Settembre ha promosso un ordine esecutivo per mettere al servizio del popolo americano al meglio il valore dei behavioral science insigths, indicando a tutti i dipartimenti e le agenzie dello stato federale la via dei nudge. Lo ha fatto, forte dell’esperienza maturata in questi anni e alle attività realizzate grazie al lavoro del SBST. Anche in Italia possiamo seguire questa strada. Il modo migliore per spiegare ai cittadini il significato dei nudge è cominciare a sperimentarli, proprio a partire dai settori dove chiaramente l’interesse individuale coincide con l’interesse pubblico. Una macchina amministrativa finalmente in grado di operare al meglio nella società digitale è un obiettivo che tutti condividiamo, organi politici, dirigenti e dipendenti, cittadini e imprese. Vale la pena di provare a sperimentare gli strumenti migliori per raggiungerlo.

 

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