
Partecipazione dell’Italia all’Unione Europea nell’anno 2026: costruire un’Europa più unita, democratica, forte e indipendente
- 29 mag
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Questa settimana la Camera ha respinto la risoluzione del Partito Democratico sulla Relazione della XIV Commissione sul Programma di lavoro della Commissione per il 2026 e sulla Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2026. Un voto a cui non ho potuto partecipare per la mia squalifica per antifascismo.
Si trattava di una risoluzione, a prima firma Piero De Luca, che chiedeva tra le altre cose più integrazione politica europea, superamento del diritto di veto, investimenti comuni, una difesa europea coordinata e il rilancio della coesione sociale, la tutela dei salari e la lotta al lavoro povero.
Nel mio intervento in discussione generale avevo precedentemente sottolineato la posizione di enorme debolezza in cui l’Europa affronta queste profonde trasformazioni geopolitiche, economiche e tecnologiche: in molti settori cruciali non abbiamo nemmeno un campione europeo in grado di garantire una indipendenza tecnologica declinata non in chiave autarchica, ma di non totale dipendenza da chi eroga servizi.
Troppe volte si fanno scelte che accrescono la nostra dipendenza strategica, invece di costruire il mercato unico europeo e la politica industriale indispensabili a creare i nostri campioni.
Non pensare solo alle prossime elezioni ma al futuro che vogliamo consegnare alle prossime generazioni significa invertire la rotta subito per dare vita insieme a un’Europa più unita, democratica, forte e indipendente.
Per rivedere il mio intervento completo ➡️ https://youtu.be/Jr_yFUJFq3o?is=Oy1YmXxtG-drZgr3

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