Informativa Lamorgese: ascoltiamo gli studenti nel rispetto dell'equilibrio tra diritti e libertà

Abbiamo ascoltato in Aula l'informativa urgente della Ministra Luciana Lamorgese, sugli episodi avvenuti a Torino durante la manifestazione degli studenti che protestavano per la morte di Lorenzo Parelli. Nel corso del dibattito, Enrico Borghi ha espresso la posizione del Partito Democratico.


Sulla questione abbiamo chiesto delle risposte. Come ha dichiarato il nostro Segretario Enrico Letta, riteniamo la vicenda grave. E riteniamo gravissima, la vicenda della morte di un ragazzo, Lorenzo Parelli, al quale va il nostro pensiero e il nostro cordoglio.


Il Ministero dell'Interno è il più delicato e più politico di tutti, perché è chiamato a dover contemperare i diritti degli italiani e le libertà degli italiani. L'azione e l'operato delle Forze dell'ordine, in una Repubblica democratica come la nostra, si ispira a questo equilibrio che non deve mai essere rotto: diritti e libertà.


L'organizzazione e la partecipazione a manifestazioni di piazza, così come la loro gestione, è una cartina di tornasole della qualità di una democrazia. Il diritto a manifestare idee e opinioni, anche il dissenso, soprattutto quando è nei nostri confronti, è e deve essere un diritto inviolabile e indiscutibile.


Dobbiamo guardarci da tre rischi: la strumentalizzazione del disagio nelle piazze e nei giovani; un'autocentratura degli apparati dello Stato e il rischio che si crei un derby tra poliziotti e studenti.

Gli infiltrati si cacciano o gli si impedisce di entrare in quelle manifestazioni.


Gli agenti nelle strade sono a tutela della libertà di tutte e di tutti noi. È per questo che noi ringraziamo le Forze dell'ordine ed è per questo che noi le deleghiamo per un uso limite in una democrazia: l'uso della violenza ai fini legali, per garantire la sicurezza e per garantire la pace sociale.


La tutela dell'ordine pubblico deve essere equilibrata, per l'esercizio di diritti costituzionali: c'è stato questo equilibrio nei giorni scorsi? Evidentemente no. Quei ragazzi in piazza non erano tutti dei centri sociali. Possa piacere o no, sono portatori di una visione e di un bisogno, sono testimoni di una sensibilità alla quale non si risponde né con il paternalismo, né tanto meno con i manganelli.


L'immagine dell'Italia non può e non deve essere l'impunità per chi assale la Cgil e le bastonate per i giovani che manifestano per il loro domani.

Si deve ripartire esattamente dalle parole che abbiamo ascoltato in quest'Aula - e abbiamo applaudito tutti - dal Presidente della Repubblica.

Gli studenti vanno ascoltati.


Dovremmo recuperare il metodo di Aldo Moro nel 1968. Da Presidente del Consiglio uscente si presentava nelle assemblee per capire, si domandava il perché delle cose; addirittura incontrava i leader della contestazione.


Il Presidente Mattarella ci ha invitato a riannodare il legame tra popolo e lo Stato, noi non possiamo non partire da quelli che saranno i cittadini di domani.



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