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  • Andrea Casu

Oltre il fallimento Raggi il nostro impegno per Roma e per i romani nella mia intervista a Il Tempo

«Virginia Raggi è già il passato». È categorico il segretario del Pd Roma Andrea Casu nel commentare l’annuncio della ricandidatura della sindaca grillina.


Segretario Casu, davvero nessun commento sulla Raggi?


«Preferisco parlare di chi anche in queste ore si sta occupando dei veri problemi di Roma e dei romani. Voglio ringraziare Nicola Zingaretti che da presidente della Regione Lazio è in prima linea per garantire sperimentazione del vaccino, tamponi per chi rientra dai Paesi a rischio, ripartenza in sicurezza delle scuole a settembre e Dario Franceschini insieme a tutta la nostra squadra di Governo che da ministro della Cultura ha appena annunciato 51 milioni di euro di investimenti per restituire alla città Palazzo Silvestri Rivaldi e l’Archivio di Stato di Roma. L’agenda del Pd è l’agenda della città, le preoccupazioni dei romani per noi vengono sempre prima della campagna elettorale».


Però la ricandidatura della Raggi qualche problema ve lo pone. Preclude qualsiasi intesa col M5S.


«La sindaca ha dimostrato ancora una volta di avere a cuore sempre e solo il suo destino personale. Invece di pensare ai problemi dei romani si preoccupa solo della propria poltrona e di quelle dei suoi collaboratori: l’ultimo è stato assunto in Campidoglio il 31 luglio... Invece di prendere atto del proprio totale fallimento ha scelto proprio la notte delle stelle cadenti di San Lorenzo per annunciare una ricandidatura che può interessare solo lei e le persone che si rifiutano di aprire gli occhi sul disastro di questi anni: penso ai ritardi nell’erogazione di buoni spesa e nelle domande per il bonus affitto, alle mancate scelte su sociale, rifiuti e trasporti, all’incapacità di preservare e tutelare gli spazi per l’infanzia, i luoghi che difendono i diritti delle donne, al verde pubblico abbandonato e alla bomba sociale della casa. Il fatto che finalmente anche esponenti M5S come Enrico Stefano stiano aprendo gli occhi sul fallimento che il Pd e il gruppo Pd in Campidoglio hanno sempre denunciato è un fatto politico importante».


Non pensa che la Raggi possa complicare le cose al centrosinistra?


«Nel 2021 il nostro avversario non sarà Virginia Raggi, ma le destre. Per batterle non basterà rivendicare la nostra battaglia di opposizione alla sindaca, ma dovremo dimostrare di essere in grado di affrontare i problemi che generano le paure che loro cercheranno di cavalcare. La nostra strada è quella che abbiamo cominciato a percorrere: lo schema di centrosinistra largo, aperto e inclusivo che ci ha consentito di vincere tutti i confronti elettorali in città degli ultimi tre anni dai Municipi alle Europee passando per le Regionali con la vittoria di Nicola Zingaretti e le suppletive nel I collegio con la vittoria di Roberto Gualtieri».


Ma il candidato sindaco ancora non lo avete...


«Posso dire chi non si candiderà: Carlo Calenda. Sono d’accordo con lui: a Roma serve un sindaco o una sindaca capace di goernare la città e di unire tutte le forze che in questi anni si sono opposte al fallimento Raggi per costruire insieme una nuova stagione di governo del centrosinistra in grado di affrontare la crisi di oggi e le sfide del futuro. Non abbiamo bisogno di una donna o di un uomo solo al comando abbiamo bisogno di una grande squadra di 100 persone che sappiano subito dove e come intervenire combinando esperienze e competenze di valore internazionale con la conoscenza del territorio. Per questo gli sono grato per aver chiarito che non è intenzionato a candidarsi».


In attesa delle primarie state lavorando al programma.


«Nella prospettiva dei 150 anni di Roma Capitale e verso il Giubileo del 2025 il riscatto di Roma è una grande sfida nazionale nella quale sarà fondamentale prevedere nuovi poteri e competenze per il Campidoglio e per i Municipi e valorizzare le risorse che grazie alla battaglia del Pd l’Europa sta mettendo a disposizione del Recovery: investimenti nelle infrastrutture per accorciare la distanza tra periferie e centro, scelte sostenibili per chiudere il ciclo dei rifiuti, garantire decoro, rilanciare il trasporto pubblico locale, valorizzare il più grande comune agricolo d’Europa, innovazione inclusione e integrazione come leve per combattere le diseguaglianze e rilanciare lo sviluppo».


Daniele Di Mario (Il Tempo)