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  • Andrea Casu

La mia risposta ai Giovani Democratici


Cari Giovani Democratici Roma, grazie per le domande che mi avete sottoposto.

Speravo, in cuor mio, che non sareste rimasti a guardare questo congresso del Partito Democratico di Roma. E mi fa piacere che lo avete fatto a modo vostro, con tre domande centrali del nostro dibattito pubblico.

Sono stato tra i fondatori dei Giovani Democratici, un’esperienza che mi ha toccato il cuore, e mi ha permesso di crescere umanamente e politicamente. Non é stato facile. Questo non ci ha fatto demordere, siamo andati avanti sulla nostra strada. Alcuni di noi sono cresciuti, sono entrati in Parlamento, nei Comuni, nei Municipi, motivi di grande orgoglio per la nostra generazione e la nostra organizzazione.

Continuo a portare nel cuore quell’esperienza, non posso dimenticare le iniziative fatte durante il Commissariamento del PD Roma, come la “Factory Roma”: un ottimo luogo di discussione e di messa a sistema delle idee per la città, fatto in un momento difficile per l’intero Partito di Roma. Non dimentico il contributo dato alle feste dell’Unità e soprattutto non dimentico il fatto che, ad ogni iniziativa i GD ci sono, sempre. Non mancano mai, anche nei posti più difficili, come ad Ostia. Dove gli altri non mettono neanche piede, noi dobbiamo sempre di più metterci la faccia. I GD sono una bella storia, che va coltivata e non abbandonata.

Veniamo alle vostre domande:

1- Una nuova visione di città crediamo debba essere l'ambizione fondamentale per il nuovo Partito Democratico di Roma. Quale modello immaginare? Quali gli attori da coinvolgere? Con quali strumenti sviluppare un nuovo modello Roma?

È vero, Roma è allo stremo, ma le condizioni non sono peggiori di quelle da cui nel passato è giá riuscita a riprendersi, con Ernesto Nathan, con Luigi Petroselli ma anche in tempi più recenti. La crisi degli anni '90 e gli arresti di Tangentopoli hanno colpito le istituzioni nazionali e romane molto di più delle attuali inchieste, eppure la Città è riuscita a ripartire attingendo alle proprie migliori energie con un giovane Sindaco ed una nuova classe dirigente fino a trovare un vero e proprio rilancio nei primi anni duemila; per arrivare poi ad una nuova profonda crisi, quella attuale, che l'avvolge ormai da un decennio. Trovare la strada per uscirne sarà il compito del Partito Democratico, se svolgerà la sua funzione di dialogo con la Città, entrare in sintonia con il malessere dei cittadini e avere l'ambizione di proporre soluzioni. Per fare questo, non basta una persona. Serve una squadra, un passo avanti collettivo. In nessun luogo come a Roma, un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce. È compito del Partito Democratico far crescere una foresta silenziosa di nuove energie per la città; è compito del Partito Democratico farli collaborare per un vero e proprio riscatto per Roma. Noi abbiamo ben chiaro il ruolo di servizio che i partiti dentro e fuori le istituzioni devono compiere in termini di dialogo con i cittadini, lotta alle piccole e grandi ingiustizie presenti in Città e proporre soluzioni con spirito riformatore. Il compito sarà quello di mettere in moto un sistema che riesca ad innovare i processi dell'amministrazione con l'obiettivo di rendere più semplice la vita di tutti i cittadini. Tutti insieme con gli amministratori dei nostri municipi, con i circoli territoriali e tematici, al fianco dei nostri Consiglieri all'Assemblea Capitolina, per affrontare tutti insieme il difficile ruolo dell'opposizione costruttiva in Campidoglio. Ad esempio sul tema dei rifiuti, non possiamo limitarci ad affermare quanto la Città sia sporca, il nostro dovere deve essere quello di indicare una strada seria ed innovativa per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Quello che il movimento 5 stelle non è stato in grado di fare in questi anni. Quando i romani se ne accorgeranno, dovremo essere pronti. Ho chiaro che bisogna totalmente ripensare la governance della Capitale. Su questo molti prima di me hanno dibattuto e scritto largamente, ci sono varie, troppe, proposte di legge (del nostro Partito) depositate in Parlamento su questo stesso argomento. Compito del prossimo Partito Democratico sarà farne una sintesi, unica, reale, vera, ma soprattutto possibile. Dobbiamo coinvolgere chi, in questo momento si sente più ai margini, chi non si sente tutelato, chi non può permettersi nemmeno di sognare una vita migliore di quella che ha. Troviamo assieme una visione di governo che ci consenta di andare alle prossime elezioni preparati, che permetta di ricucire le tante divisioni sociali e culturali che sono a Roma, che riporti Roma al livello che merita.

Questa è la sfida che anche la nostra generazione deve cogliere; e non potrà farlo senza scontentare potentati, rompere cordate precostituite e spazzare via rendite di posizione. Senza valorizzare al meglio le realtà territoriali con i Circoli e le Sezioni che soprattutto in periferia rappresentano una presenza importante, trai cittadini, associazioni, comitati con un lavoro difficile, quotidiano, costante. Dobbiamo farlo con coraggio ed amore per Roma, prima di tutto. Se non ci riusciremo allora si, realmente, anche questo congresso sarà solo un' altra inutile contesa, l'ultima occasione sprecata.

2- Roma ha un potenziale nel mondo dei saperi che sino ad ora non è stato realmente sfruttato. Le "esperienze intellettuali" della città non sono state messe a sistema né dalle amministrazioni né dai partiti politici. Come creare una rete che permetta di immaginare Roma come laboratorio culturale?

Roma è una grande Capitale Internazionale, con un grande patrimonio materiale ed immateriale da preservare e da sviluppare: cultura e turismo possono creare un assist capace di diventare un volano unico di crescita economica, sociale e sostenibile, permettendo di superare la crisi attraverso i valori chiave della solidarietà, della democrazia e dell’ innovazione. Cultura che rappresenta oggi circa il 5,3% del PIL europeo, occupa quasi 12 milioni di persone e coinvolge circa 3 milioni di imprese. In questo quadro, le industrie culturali e creative sono un settore in crescita che dobbiamo sostenere con politiche adeguate e strategie efficaci. Roma deve essere in grado di attrarre i fondi europei, per valorizzare le risorse dei territori, individuando le vocazioni specifiche e progettando con strategie mirate.

Cultura, Creatività, Innovazione sono al centro della competizione globale tra le città. Le istituzioni culturali e le grandi aree mussali ed archeologiche non riescono a formare un sistema per programmare un offerta di richiamo internazionale nel calendario pubblico delle Città. Il Turismo rimane un baluardo del settore produttivo della Capitale. Il rischio di regressione con le concorrenti internazionali è dietro l’angolo: si abbassa il livello qualitativo e si moltiplicano le regole (senza farle rispettare) favorendo la concorrenza sleale interna. E’ cruciale che un turismo dozzinale non prenda il sopravvento nel Centro Storico, a deterioramento della qualità urbana e della vita degli abitanti. Le industrie culturali e creative già sono uno dei settori di traino economico dell’area romana - 7,6% del valore aggiunto e 7,2% dell’occupazione. Occorre ampliare la vasta base produttiva dell’Area Metropolitana di Roma, avendo ben chiaro che il settore ICT e servizi rappresenta il primo polo nazionale occupando il 20% del totale dei lavoratori. Il più vasto polo universitario deve evolvere integrando produzione e ricerca. La mancanza di chiarezza della regia pubblica è la principale causa di scarsi investimenti del momento e con grande preoccupazione dobbiamo invertire la fuga delle grandi imprese che creano lavoro dalla nostra Città. Troppo debole è l’attuale tutela e promozione delle attività artigianali, delle botteghe e dei mestieri. L’unico modo per mettere a sistema la rete di cui parlate, è (ri)cominciare un vero dialogo con tutte le esperienze culturali che fanno vivere la nostra città. A Roma abbiamo un patrimonio inestimabile che non utilizziamo minimamente. Il Pd deve essere al centro di quei luoghi dove vive la cultura, dalle scuole alle università, dalle biblioteche fino ai teatri, magari anche tramite iniziative proposte dalla Federazione di Roma, avvalendosi delle numerose competenze e facoltà che anche i nostri iscritti possono mettere in questo campo. Sono infinite le realtà culturali che in questo momento a Roma sono in difficoltà, o peggio, sono addirittura osteggiate. Roma deve avvalersi di un palcoscenico internazionale, degno di questo nome: dai grandi concerti, alle realtà dei piccoli palcoscenici di quartiere, passando per il "Cinema America”, al rilancio dei Teatri di Cintura, fino alla messa a sistema dei grandi poli museali, alle numerose realtà dell’associazionismo, senza escludere il grandissimo patrimonio architettonico che solo noi qui abbiamo: Roma vive di tutto questo.

3. C’è un forte bisogno di rimettere al centro il partito e i militanti. Dobbiamo puntare a mettere in piedi un soggetto politico che abbia veramente l’intenzione di parlare all’esterno e non tra correnti. Come affrontare questa necessità?

La struttura organizzativa del partito democratico di Roma deve essere ripensata a fondo. Riorganizzazione e innovazione devono camminare di pari passo. Entro 100 giorni dalla fine del congresso convocherò una conferenza dell’organizzazione per discutere dell’assetto organizzativo del PD a Roma. Presenterò in quella sede un piano di ristrutturazione del debito, richiamando tutti alle proprie responsabilità. Il risanamento del Partito è condizione imprescindibile per un corretto funzionamento: gli eletti non in regola con i versamenti non solo non potranno essere ricandidati ma non potranno partecipare alle attività del Partito. Attraverso innovative campagne cercheremo di finanziare in maniera trasparente e innovativa le singole attività ed iniziative e dimostreremo che è possibile fare politica con coraggio e serietà in questa città anche con poche risorse economiche. Perché la nostra vera ricchezza è la passione dei nostri iscritti.

Nella città che immagino, il Partito Democratico di Roma dev’essere fortemente radicato sul territorio. Questo deve accadere potenziando di gran lunga il ruolo dei coordinamenti municipali. Dopo questo Congresso, i Segretari Municipali eletti avranno una funzione fondamentale. Ogni municipalità ha le sue problematiche, i suoi punti di forza e le sue peculiarità. Il nuovo PD Roma deve essere in grado di mettere a sistema un modello per cui tutta l’organizzazione riesce ad intervenire su ogni singolo territorio. La condivisione e la solidarietà devono essere una delle fondamenta del PD Roma. Per questo, ritengo utile, che si formi un coordinamento permanente degli eletti nei Municipi, capace di intervenire omogeneamente e contemporaneamente. Se vogliamo fare concretamente opposizione e proporre cose concrete per la Capitale, è nostro dovere far dialogare il più possibile partito ed eletti.

Non dobbiamo dimenticarci delle associazioni che gravitano in torno al Partito Democratico. Corpi intermedi, Sindacati, no-profit, associazioni culturali a scopo benefico e di volontariato; con loro sarà necessario instaurare un dialogo forte, perché molte di esse rappresentano entità importanti sui territori. Spesso, il PD Roma, ha collaborato con loro. Anche grazie all’esperienza portata avanti dai nostri forum. Ora questo spirito di condivisione deve continuare e crescere.

Il nuovo gruppo dirigente, che porterò alla guida del PD Roma, sarà sempre a disposizione dei territorio, per supportare con costanza gli eletti nei nostri municipi ed in Assemblea Capitolina.

Veniamo a noi. Ritengo che i giovani democratici dovranno avere un ruolo fondamentale nel riavvicinare il PD a una generazione, la vostra, che ci guarda sempre più da lontano. Per riuscirci dovremo, insieme, far fare un passo avanti al nostro partito verso i giovani di questa città, in termini di ascolto, proposta, idee e soluzioni. Anch’io però ho una domanda per voi: siete pronti? Se sarò eletto segretario per la prima volta un giovane democratico guiderà il PD a Roma, proprio nel momento più difficile. Dico giovane democratico, perché come scoprirete fra pochi anni, i legami ed il senso di appartenenza che matura nell'essere parte della più grande organizzazione giovanile del nostro paese, dura per sempre e resterà ancora a lungo parte di voi. Così come è stato per me. Per questo vi assicuro che nel lavoro che ci aspetta sarà continuo il confronto tra gli organismi del PD Roma e quello dei GD Roma, così come quello tra i Segretari Municipali del PD e dei GD. Lavoreremo insieme, fianco a fianco, nel rispetto gli uni degli altri. Ci attende un compito imponente, cambiare il mondo, cominciando da qui, dalla nostra città. Per portarlo avanti avrò bisogno di voi e di tutto l'impegno, la fantasia e la lealtà di cui siete capaci.

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