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  • Andrea Casu

Sport e integrazione con Justin Trudeau mister dei Liberi Nantes per Open Goal


Il calcio come strumento di integrazione e inclusione, per abbattere le barriere su un campo sportivo come nella vita di tutti i giorni. Si tratta di "Open Goal", evento - e nome dell'omonima associazione - che organizza partite e tornei alla presenza di autorità e personalità dello sport con lo scopo di nutrire i rapporti d'amicizia tra i rifugiati e le comunità che li accolgono. Questa mattina, in uno stadio Olimpico che ancora conserva l'atmosfera del saluto di ieri di Francesco Totti, si è tenuta la partita che ha visto affrontarsi i Liberi Nantes, squadra in cui militano diversi giovani rifugiati, le ragazze della Fiorentina Women e una rappresentativa dell'associazione Open Goal. A bordo campo qualche ospite d'eccezione, tra cui Justin Trudeau, giunto a Roma dopo il G7 di Taormina e la visita ad Amatrice: il primo ministro canadese ha addirittura voluto guidare i Liberi Nantes da allenatore. A fare gli onori di casa, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente dell'As Roma James Pallotta, accompagnato dal consigliere d'amministrazione della società capitolina, Mauro Baldissoni. "Questa è la forza del calcio come strumento di integrazione e inclusione - ha spiegato Luciano Nobili, presidente e fondatore di Open Goal insieme a Marco Cappa, Matt Browne e Seidou Soumaila - grazie al presidente Trudeau e ai tanti partner: oggi abbiamo fatto goal contro chi vuole solo barriere" da La Repubblica Roma.it (articolo e galleria fotografica)

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